Il Sicily Divide Network non è solo una collezione di tracce GPS, ma un viaggio attraverso le comunità che rendono unica la nostra isola. Dalle piazze barocche del Sicily East Loop alle lunghe spiagge del Sicily West Loop, ogni destinazione mappata in questa pagina è un nodo vitale della nostra rete.
Qui non troverai semplici punti di passaggio, ma luoghi in cui vivono persone pronte ad accoglierti non come un turista qualsiasi arrivato in bus ma come un cicloturista, colui che ha sfidato salite epiche e pedalato su strade polverose. Ogni borgo e città è stato selezionato per offrirti calore e riposo dopo le tue imprese epiche.
Esplorare le destinazioni del tuo itinerario e scopri perché, in Sicilia, la sosta è bella quanto il viaggio.

Qui trovi la lista di tutte le destinazioni cicloturistiche siciliane che puoi esplorare percorrendo gli itinerari del Sicily Divide Network, la più grande rete cicloturistica d’Italia con oltre 3600 km di percorsi strutturati con la qualità e la cura che solo il team di Sicily Divide può darti. Le guide sono raggruppate per appartenenza a uno dei percorsi del network. Nel caso in cui una destinazione sia comune a più percorsi, questo è indicato così da agevolare la ricerca.
Cliccando sul link di ciascuna destinazione potrai visitare la pagina con la guida ufficiale con dei contenuti indispensabili per pianificare la tua vacanza in bici in Sicilia.
La lista è in fase di aggiornamento quindi non stupirti se trovi ancora poche destinazioni elencate. Cerchiamo di aggiornare questi contenuti il più velocemente e frequentemente possibile ma siamo anche molto impegnati a verificare i percorsi tracciati, accogliere i ciclisti, preparare le bici del noleggio, organizzare eventi e partecipare a incontri per spiegare il Sicily Divide Network.
Stiamo lavorando per voi, stiamo lavorando per la Sicilia! Intanto goditi il viaggio e ricorda però che la sosta in un borgo non è solo una pausa: è una parte fondamentale del viaggio.
In questa sezione trovi i link alle pagine dedicate a tutti i borghi attraversati dal Sicily Divide Classic, sia nel percorso da Trapani a Catania sia nella variante da Palermo a Catania.
Il Sicily Divide Classic è il tour più celebre e frequentato: oltre 6000 ciclisti lo percorrono ogni anno. Un itinerario che parte da Trapani (o Palermo) e arriva nella Piazza del Duomo di Catania, offrendo un’avventura autentica nel cuore della Sicilia. Oggi puoi affrontarlo in autonomia con i nostri Bike Adventure Pack oppure scegliere uno dei nostri Tour Experience organizzati nei dettagli.

Trapani è il punto di partenza della Sicily Divide: la città bianca di marmo e gialla di tufo, con il centro storico a forma di falce che si allunga verso le Egadi. Qui si ritira il Divider’s Pass, si mette il primo timbro e si pedala la ciclabile delle saline, il primo tratto della Divide fra montarozzi di sale e vasche rosa. Nella pagina dedicata a Trapani trovi la guida cicloturistica completa: bike hotel, checkpoint, ciclofficine, tour in bici, FAQ e la storia della città del sale.

Favignana, l’isola più ciclabile del Mediterraneo
Da Trapani, tappa del Sicily Divide Classic e del West Loop, basta un traghetto per sbarcare sulla “farfalla del Mediterraneo”: un paradiso quasi senza auto, fra le acque turchesi di Cala Rossa, le antiche cave di tufo e la Tonnara Florio. Nella pagina dedicata trovi una guida cicloturistica completa per organizzare la tua deviazione, anche in giornata.

Dopo la ciclabile delle saline di Trapani e Paceco, fra vasche rosa e cumuli di sale bianchissimi, Paceco è il primo borgo che si incontra sulla Sicily Divide. Qui si lascia il mare e comincia la Sicilia dei campi: l’aglio rosso di Nubia, presidio Slow Food, il meloncino «cartucciaro» e il lago che la traccia costeggia subito dopo. È l’ultimo centro con bar e alimentari prima della lunga salita verso Vita. Nella pagina dedicata a Paceco trovi tutto quello che serve per partire col piede giusto.

Vita si guadagna in salita, dopo oltre quaranta chilometri di strade secondarie da Paceco: un piccolo borgo elimo segnato dal terremoto del 1968, che si attraversa prima fra i ruderi del vecchio abitato e poi nel paese ricostruito. Il municipio è l’ex chiesa di San Francesco, che nel 1860 accolse i feriti della battaglia di Calatafimi, e a due passi ci sono le Terme Segestane e il Bosco Baronia. Nella pagina dedicata a Vita trovi la guida del borgo e i consigli per la salita.

Salemi appare tutta intera dall’alto, alla fine della discesa dal Monte delle Rose: uno dei Borghi più Belli d’Italia, fondato dagli Elimi e fiorito con gli Arabi, che il 14 maggio 1860 Garibaldi proclamò capitale d’Italia per un giorno. Il castello normanno-svevo domina la piazza, accanto ai ruderi del Duomo crollato nel 1968, e i pani rituali di San Giuseppe sono piccole sculture da mangiare. Nella pagina dedicata a Salemi trovi la guida cicloturistica completa: musei, checkpoint e dove dormire.

Gibellina è una delle tappe più suggestive del Sicily Divide, un luogo unico dove arte contemporanea e memoria si incontrano. Ricostruita dopo il terremoto del 1968, la città è oggi un museo a cielo aperto, ricco di installazioni, piazze artistiche e opere che raccontano una rinascita straordinaria. Nella pagina dedicata a Gibellina trovi una vera e propria guida cicloturistica con tutte le informazioni necessarie a esplorare la Capitale dell’Arte Contemporanea del 2026 e i suoi dintorni.

A due passi dalla traccia, Santa Ninfa è il borgo del Belìce ai piedi del Bosco Finestrelle, con la Riserva naturale della Grotta di Santa Ninfa e il Museo dell’Emigrazione. Per chi pedala è un punto fermo: cinque bike hotel ufficiali e la ciclofficina Bici Tech, che ha rimesso in strada più di un Divider anche nei giorni di festa. Da qui parte la salita più spettacolare della valle. Nella pagina dedicata a Santa Ninfa trovi la guida del borgo e i consigli per la salita del Finestrelle.

Poggioreale è il borgo fantasma meglio conservato della Valle del Belìce: i ruderi del vecchio paese, fermi alla notte del 14 gennaio 1968, si guardano dall’alto, mentre il nuovo centro vive di vigneti e uliveti. Al bancone del bar ci si ferma fra caffè, olio, limoni e il vino del territorio, e a ottobre la sagra celebra la muffuletta con olio, formaggio e acciughe. Nella pagina dedicata a Poggioreale trovi la guida cicloturistica con il bike hotel, i servizi e la storia del borgo.

Anche Salaparuta è stata ricostruita altrove dopo il terremoto: i ruderi del vecchio borgo si vedono dalla provinciale, e l’ex Convento dei Cappuccini è tornato a vivere come centro culturale. Intorno, vigneti a perdita d’occhio e strade di campagna che in primavera diventano verdissime. Da qui chi ha gambe può deviare verso Partanna e il Castello Grifeo, quasi tutto in salita. Nella pagina dedicata a Salaparuta trovi la guida del borgo e i consigli per la deviazione.

A Montevago la traccia attraversa due paesi in uno: i ruderi del vecchio centro, recuperati come museo a cielo aperto con i «percorsi visivi», e il paese nuovo, città termale con le acque calde di Acqua Pia a pochi chilometri. La Chiesa Madre diroccata, al tramonto, è uno degli scorci più struggenti di tutta la Divide. Nella pagina dedicata a Montevago trovi la guida cicloturistica del borgo e i consigli per una sosta alle terme.

Santa Margherita di Belìce si presenta con un cartello che dice tutto: «Città del Gattopardo», città sull’itinerario cicloturistico Sicily Divide. Nel Palazzo Filangeri di Cutò, oggi municipio, è custodito il manoscritto originale del romanzo di Tomasi di Lampedusa, e la piazza, ricostruita sul modello di quella distrutta nel 1968, è una delle più belle della valle. Il timbro si mette al Caffè House, sotto il porticato, con la bici a vista. Nella pagina dedicata trovi la guida completa del borgo.

Sambuca di Sicilia accoglie i Dividers con il suo pannello di maioliche e una salita finale che porta dritta sul Corso Umberto I, la sala da pranzo della Sicily Divide. Borgo più bello d’Italia nel 2016, conserva i vicoli del quartiere saraceno, il Belvedere sul Lago Arancio e le Minni di Virgini del Caffè Beccadelli, dolci del 1725 citati nel Gattopardo. Nella pagina dedicata a Sambuca trovi la guida cicloturistica completa, con i cinque bike hotel ufficiali.

Burgio si raggiunge in salita dopo la ciclabile della ex ferrovia, ed è il posto giusto per il pranzo: il paese delle campane e della ceramica, dove la Fonderia Virgadamo fonde bronzo dal Cinquecento e spedisce campane in tutto il mondo. Fra vicoli fioriti e scalinate ci sono il MUCEB, il Museo delle Mummie e la chiesa di San Giuseppe, la «Cappella Sistina dei Sicani». Nella pagina dedicata a Burgio trovi la guida del borgo, il bike hotel e i musei da non perdere.

Villafranca Sicula si attraversa in salita lungo il corso, fra murales e bassorilievi che raccontano le tradizioni del paese. Dietro il municipio c’è un belvedere da cui, unico punto della Divide oltre alla partenza e all’arrivo, si vede il mare; davanti, il Bar del Corso, checkpoint del Pass e patria della granita di gelsi, la ricompensa della salita. Nella pagina dedicata a Villafranca Sicula trovi la guida cicloturistica del borgo fondato nel 1499 dagli Alliata.

Lucca Sicula è un piccolo borgo dei Sicani fra uliveti e aranceti, fondato nel 1620 da un nobile toscano. Si arriva in salita da Villafranca, si passa davanti alla Chiesa Madre del 1640 e al Palazzo Lo Cascio, e poi comincia una lunga discesa, a tratti dissestata, verso il Lago di Magazzolo. Nella pagina dedicata a Lucca Sicula trovi la guida del borgo e i consigli per affrontare la discesa.

Bivona è il borgo delle pesche, presidio Slow Food, che fra agosto e settembre profumano l’aria, e dell’acqua, che scorre nelle fontane del centro storico. Fra una quarantina di edifici sacri e il Parco Artistico della Pace, racconta l’arte di rinascere di un paese che allo spopolamento risponde con la bellezza. Si arriva con la salita della SP34, dopo il Lago di Magazzolo. Nella pagina dedicata a Bivona trovi la guida cicloturistica completa, dal bike hotel all’officina.

Santo Stefano Quisquina si conquista con l’ultimo strappo della tappa, dentro i boschi dei Monti Sicani: in cima ci aspettano i tavolini del Blu Bar, checkpoint del Pass, e l’aria fresca dei 730 metri. Il paese si stringe attorno alla Chiesa Matrice e al Palazzo Baronale; a pochi chilometri ci sono l’Eremo di Santa Rosalia e il Teatro Andromeda, il teatro di pietra del pastore-scultore Lorenzo Reina. Nella pagina dedicata trovi la guida del borgo e le deviazioni più belle.

Cammarata e San Giovanni Gemini sono così uniti che certi palazzi hanno un ingresso per comune, e la sera il corso si riempie di tavolini e di voci. Nella Chiesa Madre di Cammarata c’è l’organo a canne più antico di Sicilia, e le gelaterie sono una tradizione che viene dal commercio della neve delle niviere. Per chi pedala ci sono diversi bike hotel, la ciclofficina MG Bike e la stazione a valle. Nella pagina dedicata trovi la guida dei due borghi.

Mussomeli si guadagna con oltre sette chilometri di salita, e il premio è il Castello Manfredonico, costruito dai Chiaramonte alla fine del Trecento e fuso nella roccia viva: lo si vede per tutta la salita, ed è stato il set di decine di film. In paese si timbra al Bar Tio Pepe e si assaggia la guastella fritta, ciambella con miele e cannella. Nella pagina dedicata a Mussomeli trovi la guida cicloturistica completa, perfetta anche per un giorno di riposo.

Bompensiere sta in fondo alla Valle del Gallo d’Oro, tranquilla e quasi disabitata, fra colline di grano e creste di roccia che in primavera diventano uno dei paesaggi più verdi della Divide. La discesa panoramica da Mussomeli finisce qui, al Bar Falletta, locale storico con la rosticceria: da Bompensiere a Montedoro è tutto in salita. Nella pagina dedicata a Bompensiere trovi la guida del borgo e i consigli per la risalita.

Montedoro è nato nel 1600 per estrarre lo zolfo, e nel Museo delle Zolfare racconta la vita dei carusi, i bambini delle miniere. Oggi l’ex scuola elementare è l’Albergo Diffuso che accoglie i Dividers, la piazza è ampia e la sera ci si siede al bar come nella Sicilia più vera; c’è perfino un osservatorio astronomico. Nella pagina dedicata a Montedoro trovi la guida cicloturistica del borgo, con il checkpoint La Tavernetta e le cose da vedere.

Serradifalco, borgo delle zolfare chiuse nel 1988 e oggi circondato da uliveti, deve il nome ai falchi che popolavano le rocce. Per chi pedala è la sosta tecnica di metà viaggio: due ciclofficine convenzionate, un B&B con assistenza meccanica e la stazione sulla linea Palermo-Catania. Poi un caffè sul corso e, per chi ama il bird-watching, la riserva del Lago Soprano. Nella pagina dedicata a Serradifalco trovi la guida del borgo e tutti i servizi per la bici.

San Cataldo è una città moderna, fondata nel 1600 e cresciuta con lo zolfo, alle porte di Caltanissetta: per i Dividers è la sosta consigliata, con due bike hotel ufficiali, perché il capoluogo non ne ha. Il Complesso del Calvario domina il centro, e nella settimana santa sfilano i Santapauluna, statue di cartapesta alte oltre tre metri. Nella pagina dedicata a San Cataldo trovi la guida cicloturistica completa, con i consigli per l’ingresso in città.

Caltanissetta è la prima città grande dell’avventura, la «piccola Atene» della Sicilia centrale per Sciascia: i palazzi nobiliari raccontano ancora la ricchezza dello zolfo, e la pausa giusta è in piazza Garibaldi, fra la Cattedrale e la fontana del Tritone. Da mettere nelle borse c’è il torrone, presidio Slow Food, che qui si vende anche in barrette per ciclisti. Nella pagina dedicata a Caltanissetta trovi la guida con il checkpoint, la stazione e i consigli per il traffico.

Enna si raggiunge dopo il giro del lago di Pergusa, quello del ratto di Proserpina, e una salita finale fino a oltre 900 metri: è il capoluogo più alto d’Italia, austero e spesso avvolto nella nebbia. Dal Castello di Lombardia, con il cielo terso, si vedono i tre mari e l’Etna intero; in centro il Duomo barocco, le botteghe storiche e il Piacentino Ennese allo zafferano. Nella pagina dedicata a Enna trovi la guida completa, con i sei bike hotel ufficiali.

Leonforte è il paese della Gran Fonte, la fontana monumentale dei Branciforti con ventiquattro cannoli d’acqua fresca: il rifornimento più bello di tutta la Sicily Divide e la foto che nessun Divider si fa mancare. Qui maturano la pesca «nel sacchetto» IGP, avvolta nella carta sulla pianta, e la lenticchia nera, e c’è Ale Bike Lab, la ciclofficina amica dei Dividers. Nella pagina dedicata a Leonforte trovi la guida cicloturistica completa.

Ad Agira l’Etna è già il compagno di viaggio: domina l’orizzonte della strada che porta al borgo antico, sotto i ruderi del castello, con un quartiere arabo dall’aspetto esotico e, nella chiesa del Santissimo Salvatore, l’Aron ebraico più antico d’Europa. Il cimitero militare canadese ricorda l’Operation Husky del 1943, e le cassatelle sono famose in tutta la Sicilia. Nella pagina dedicata ad Agira trovi la guida cicloturistica del borgo.

Regalbuto è l’antica stazione di sosta dei Saraceni, e il suo centro ha ancora l’impianto musulmano, con vicoli ciechi e cortili interni; la piazza della Chiesa Madre di San Basilio è il salotto del paese. Sotto c’è il Lago Pozzillo, e per un Divider è difficile immaginare Regalbuto senza il lago e il lago senza Regalbuto. Nella pagina dedicata a Regalbuto trovi la guida cicloturistica completa, con i cinque bike hotel ufficiali e il checkpoint.

Vista dall’alto Centuripe ha la forma di una stella marina; vista da qui, l’Etna riempie l’orizzonte: è il «balcone di Sicilia», e alle sue porte si è già fatto quasi tutto il dislivello della giornata. Dopo il Museo Archeologico e il Mausoleo romano comincia la lunga discesa fra i Calanchi del Cannizzola, colline brulle e rugose che chiamano l’unico deserto siciliano. Nella pagina dedicata a Centuripe trovi la guida del borgo e i consigli per la discesa.

Paternò ci accoglie con la torre normanna del 1072 e le strade di pietra lavica, fra gli aranceti dell’arancia rossa di Sicilia. Da qui parte la deviazione per salire sull’Etna fino al Rifugio Sapienza, e da qui cresce il traffico dell’area metropolitana: luci accese fino a Catania. Il timbro del Pass si mette al Caffè del Centro. Nella pagina dedicata a Paternò trovi la guida cicloturistica, con la Circumetnea e i consigli per la salita al vulcano.

Misterbianco è la periferia operosa dell’area metropolitana di Catania, dove il traffico si fa intenso e conviene usare le piste ciclabili dove ci sono. Per i Dividers ha un indirizzo preciso: il Relais Chiesa Madre, vicino agli scavi di Campanarazzu, l’ultimo bike hotel prima dell’arrivo, per chi vuole entrare in piazza Duomo con la luce del mattino. Nella pagina dedicata a Misterbianco trovi la guida con i servizi e la stazione della Circumetnea.

Catania è il traguardo: si entra dalla Porta Garibaldi e si arriva in piazza Duomo, davanti all’elefantino, ‘U Liotru, dopo quasi cinquecento chilometri di Sicilia interna. Nera come la pietra lavica del suo centro barocco UNESCO, rumorosa e sempre sveglia, festeggia i Dividers con l’arancino, al maschile, il timbro finale e l’attestato di percorrenza. Nella pagina dedicata a Catania trovi la guida cicloturistica completa, con l’aeroporto, la stazione e la ciclofficina.

Palermo è la partenza della variante: il centro storico più denso d’Europa, i mercati che gridano, i tesori arabo-normanni e i quartieri dove i murales raccontano una città che lotta. Per i Dividers è anche la città di Ciclabili Siciliane, in via Divisi, dove si ritira il Pass e si mette il primo timbro, prima di scavalcare la Conca d’Oro verso Monreale. Nella pagina dedicata a Palermo trovi la guida cicloturistica completa, dall’aeroporto allo street food.

Monreale è la prima salita della variante da Palermo, con tornanti impegnativi e traffico da affrontare presto al mattino, e la ricompensa è una delle meraviglie del Mediterraneo: la Cattedrale normanna del 1172, con i mosaici d’oro e il chiostro, patrimonio UNESCO. La bici si lascia in un parcheggio custodito vicino alla piazza e la visita si fa a piedi. Nella pagina dedicata a Monreale trovi la guida del borgo, con il checkpoint Bar Mirto.

San Giuseppe Jato e San Cipirello sono due comuni uniti in un solo abitato: il secondo nacque nel 1838, quando una frana distrusse parte del primo. Si arriva dopo la discesa da Portella della Paglia, fra guglie di pietra e cave abbandonate, e sopra il paese c’è l’area archeologica di Monte Jato. Nell’attraversamento il traffico chiede attenzione. Nella pagina dedicata trovi la guida dei due paesi, con il checkpoint e i consigli per la tappa.

Camporeale è la «città del vino», con formaggi e insaccati famosi in tutta la regione, e per chi pedala è il colle da cui scollinare verso Gibellina, dopo una salita di circa duecento metri. Da qui in poi gli orizzonti si aprono sui campi, verdissimi in primavera e giallissimi d’estate. Da vedere il Baglio dei Gesuiti e il murale di Igor Scalisi Palminteri al Santuario della Madonna dei Peccatori. Nella pagina dedicata a Camporeale trovi la guida del borgo.

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