Pedalare fino a Gibellina significa arrivare in una città rinata dopo il terremoto del ’68 e trasformata in un sorprendente museo a cielo aperto. La sua ricostruzione fu fatta con strade ampie, forse anche troppo per una città così piccola, ma sicuramente perfette per una pedalata in relax. Tra la Stella del Belice, il Sistema delle Piazze e Grande Cretto di Burri (che dista circa 15 km sulla traccia del Sicily Divide), ogni angolo racconta arte e memoria. Strutture ricettive bike-friendly verificate dallo staff di Sicily Divide, sapori del Belice e checkpoint ufficiali con il timbro per il Divider’s Pass, completano una sosta che è molto più di una semplice tappa del Sicily Divide Classic, è un incontro importante con la popolazione locale che può arricchire il viaggio in bici e trasformarlo in una vera esperienza.
Se hai già pedalato fino a Gibellina, ti sarai reso conto che si tratta di un itinerario di adventure cycling quindi potresti chiederti come mai abbiamo inserito una pagina come questa nel sito? La risposta è semplice: vogliamo che tu viva a fondo il territorio che stai attraversando così come lo abbiamo vissuto noi tutte le volte che ci siamo passati, perché il tuo passaggio da Gibellina non è solo qualche chilometro in più da aggiungere al tuo navigatore, tu stai contribuendo alla rigenerazione di questo territorio. Ogni euro che spenderai, ogni parola che scambierai con un abitante del luogo, ogni foto che scatterai e condividerai ai tuoi amici, aiuterà questo borgo a non scomparire. Il tuo non è solo cicloturismo, la tua è un’impresa epica che arricchisce te e tutti quelli che incontrerai in Sicilia. Questa pagina è la nostra guida completa per il cicloturista a Gibellina. Ti forniamo tutte le informazioni necessarie per goderti al meglio questa sosta culturale:
Una sosta a Gibellina non è solo una pausa: è parte fondamentale del viaggio.
qui trovi le dieci domande e risposte che i ciclisti ci fanno più spesso e alle quali abbiamo sempre risposto attraverso tutti i nostri canali.
la mappa dei punti acqua, bike hotel e servizi per i cicloturisti in città e nei dintorni.
In questa sezione trovi la mappa cicloturistica ufficiale di Gibellina con gli itinerari dei tre tour che proponiamo in città e dintorni, i punti acqua, i checkpoint ufficiali, le ciclofficine presenti, i bike hotels ufficiali.
A Gibellina il timbro sul Pass non è solo una formalità, ma l’occasione per conoscere chi vive e anima la città. Abbiamo selezionato due partner che sono il cuore pulsante della comunità locale: entrambi si trovano in pieno centro, sono facilmente raggiungibili e offrono la tranquillità di poter lasciare la bici legata a vista mentre ti godi la sosta in tutta sicurezza.
Il regno della carne (e delle sorprese) Non lasciarti ingannare dal nome: la Macelleria Gentile è molto più di una bottega. È diventata un eccellente ristorante, punto di riferimento assoluto per i locali e per i ciclisti del Sicily Divide. Qui il proprietario, Giuseppe, ti accoglierà con una cortesia d’altri tempi e un servizio impeccabile.

La specialità unica: Devi assolutamente provare la Salsiccia tagliata al coltello. A differenza di quella industriale, qui la carne non viene macinata a macchina ma tagliata a mano: questo mantiene la grana grossa e succulenta, permettendo di distinguere il filetto dal grasso senza creare “poltiglia”. Il sapore e la consistenza sono di un altro pianeta.
Il Menu: Oltre a bistecche di prima scelta e involtini siciliani con condimenti strepitosi, qui si mangia la tradizione: imperdibili le Busiate al pesto trapanese.
Anche per Vegetariani: Sembra incredibile in una braceria, ma Giuseppe ha un’attenzione speciale anche per chi non mangia carne. Troverai piatti della tradizione contadina eccezionali come la caponata, la pasta con le zucchine fritte, la pasta con i tenerumi o zuppe di legumi (ceci e lenticchie).
Vini: Selezione di etichette locali eccellente per accompagnare la cena.
Il consiglio del team di Sicily Divide: “Goditi tutto quello che mangerai e berrai senza pensare troppo alla linea, la ripartenza da Gibellina è bella tosta con la salita al Monte Finestrelle con punte al 10%. Brucerai tutte le calorie accumulate, non preoccuparti“.
Se cerchi uno snack più veloce durante il giro della città o un aperitivo rinforzato, il Moma Cafè è la scelta perfetta. È un bar, gastronomia e tavola calda che offre il comfort ideale in ogni condizione meteo.
La location: Il punto di forza è il bellissimo gazebo esterno chiuso a vetri. È l’angolo preferito dai ciclisti: ti permette di mangiare “al sole” godendo della luce, ma restando perfettamente riparato dal vento o dal fresco invernale.
Cosa mangiare: Qui trovi il meglio della rosticceria tipica siciliana (arancine, calzoni) e una tavola calda sempre fornita. Se vuoi qualcosa di fresco, preparano ottimi panini gourmet (prova quello con salmone o con formaggi locali e pomodori secchi) e insalatone.
La sosta: Perfetto sia per un pranzo rapido che per un gelato o un aperitivo serale in relax dopo aver visitato i monumenti.
Il consiglio del team di Sicily Divide: “Non perderti le genovesi di pastafrolla con la ricotta oppure le cassatelle fritte con ricotta. Sono dei must per qualsiasi ciclista di passaggio qui. Mentre fai il tuo spuntino o l’aperitivo, inoltre, non preoccuparti troppo per la tua bici, l’avrai sempre a vista dato che le pareti del gazebo sono di vetro e ti permettono di guardare direttamente sulla strada“.
A Gibellina il pernottamento unisce funzionalità e calore umano. Abbiamo selezionato strutture con ricovero sicuro e servizi essenziali, dallo stendibiancheria agli attrezzi, ma il vero valore aggiunto rimangono i gestori. Persone pronte ad accoglierti col sorriso anche quando arrivi stanco e infangato, offrendoti quella disponibilità naturale che nessun comfort standard può replicare.
Struttura gestita direttamente da un ciclista, situata sulla traccia ufficiale. È pensata per ottimizzare i tempi di recupero e garantire la sicurezza del mezzo.
Tariffe convenzionate (con Divider’s Pass)
e incontra Ignazio, il proprietario, che è un ciclista innamorato della Sicilia e conosce a memoria tutti i sentieri intorno a Gibellina.

Elimi Home: Appartamenti indipendenti a Gibellina
Situata nel centro di Gibellina Nuova, questa struttura moderna offre appartamenti completi, ideali per chi cerca totale autonomia e privacy dopo la tappa.
Servizi dedicati
Ricovero bici sicuro all’interno della struttura.
Angolo officina e zona lavaggio per il mezzo.
Cucina attrezzata e ampi spazi living per gestire i pasti in libertà.
Cambio asciugamani quotidiano e Wi-Fi veloce.
Il consiglio: è necessario prenotare con almeno un giorno di anticipo. La posizione centrale permette di visitare a piedi le installazioni artistiche della città prima di cena.
e scopri quanto sia ottima come base per soggiornare a Gibellina ed esplorare i nostri tour in bici in città.

Terre del Cretto: B&B e Wine Experience
Situato a Gibellina Nuova, questo B&B è pensato per chi cerca un legame profondo con il territorio. La struttura è fortemente orientata all’accoglienza dei ciclisti, offrendo servizi specifici anche per chi rientra “infangato” dopo le strade sterrate della Valle del Belice.
Servizi dedicati:
Colazione inclusa nel prezzo.
Il consiglio: Se vuoi arricchire la tappa, la struttura propone degustazioni di vini presso la cantina Baglio delle Sinfonie (su prenotazione). È un’ottima soluzione per scoprire i sapori locali senza doversi spostare troppo dopo la doccia.
Purtroppo non ci sono punti acqua di libero accesso a Gibellina. Questa zona, infatti, è una di quelle che ha maggiori problemi di approvvigionamento idrico in Sicilia quindi non esistono le fontanelle pubbliche. Gli unici punti acqua presenti sono i bar, i ristoranti e i b&b. Tuttavia, vogliamo sottolineare che non si tratta di punti acqua di libero accesso ma per lo più a pagamento.
Anche in questo caso, nonostante ribadiamo che Gibellina è un luogo da non perdere quando si percorre in bici il Sicily Divide, dobbiamo rammaricarci del fatto che non esiste direttamente in città una ciclofficina. Tuttavia, a poca distanza (circa 8 km), a Santa Ninfa c’è un negozio di biciclette appartenente alla nostra rete e dotato del timbro ufficiale di Sicily Divide: il negozio Bici Tech, infatti, oltre a essere un negozio di biciclette ha anche un’ottima officina e in più di un’occasione il suo proprietario, Salvatore è intervenuto attivamente per aiutare i ciclisti in difficoltà lungo il Sicily Divide (come anche testimoniato dalle recensioni sul suo profilo Google). In diverse occasioni Salvatore è intervenuto, anche in giornate festive, per soccorrere i ciclisti in difficoltà lungo il Sicily Divide. E di questo gli saremo sempre grati.
le info generali e utili su viabilità, sicurezza e meteo per chi pedala a Gibellina e i suoi dintorni
in questa sezione trovi una descrizione delle informazioni generali che possono esserti utili quando sei a Gibellina con la tua bicicletta. Oltre alle informazioni sulla sicurezza per il cicloturismo, la viabilità, dove lasciare la bici quando vuoi passeggiare a Gibellina o prendere uno snack, trovi anche un comodo widget per valutare quali sono i mesi migliori per pedalare a Gibellina e dintorni.
Gibellina è una città moderna, ricostruita con criteri urbanistici contemporanei: ampi viali, strade larghe e una griglia viaria ordinata rendono gli spostamenti estremamente intuitivi e sicuri. La presenza di una popolazione ridotta e un traffico molto contenuto creano un ambiente rilassante, ideale per chi viaggia in bici. Muoversi tra centro, checkpoint e bike hotels è semplice e piacevole.
Ci sono strade a Gibellina e dintorni che è meglio evitare?
In generale la viabilità ciclistica all’interno della città di Gibellina, come già detto, è molto semplice per via della sua pianta urbana. Ci sono però delle strade nei suoi dintorni che possono risultare un po’ ostiche per alcuni motivi:
Il clima favorisce la pedalata in buona parte dell’anno. Primavera e autunno offrono condizioni ottimali, con temperature miti e scarse precipitazioni. Estate calda nelle ore centrali, mentre inverno più piovoso ma comunque affrontabile per chi è attrezzato.
Il grafico interattivo ti aiuta a valutare temperature, piogge e pedalabilità mese per mese, così puoi scegliere il periodo migliore per affrontare la tappa di Gibellina in sicurezza e comfort. In generale, i periodi migliori per pedalare a Gibellina sono la primavera e l’autunno. In primavera, infatti, c’è la fioritura quindi il paesaggio si arricchisce di colori e profumi tipici della zona mediterranea. In autunno, invece, le temperature sono più fresche rispetto all’estate ma il paesaggio è ancora giallo come il grano tagliato e dalle tonalità cariche.
I 3 tour che ti proponiamo se decidi di fermarti per più di un giorno a Gibellina
Non limitarti a timbrare il pass: usa Gibellina come campo base in cui fermarti più di una notte e godere della città e del territorio attraverso dei tour in bici che ti permettano di scoprire chicche che sono in bici puoi scoprire. In questa sezione trovi la mappa interattiva completa di tutti i servizi e tre itinerari esclusivi disegnati dal Sicily Divide per farti vivere il territorio. Scarica i GPX e scegli la tua avventura:
Tutte le tracce sono garantite da Sicily Divide Tour Experiences, la prima rete cicloturistica siciliana: qualità, sicurezza e puro divertimento.
Gibellina non è una città da visitare “da fuori”, ma un’opera d’arte in cui entrare con le proprie ruote. Pedalare qui significa attraversare il più grande museo en plein air d’Europa, dove le strade larghe e silenziose collegano installazioni monumentali di architetti e artisti di fama mondiale. Proprio le caratteristiche dell’impianto urbano la rendono particolarmente adatta alla visita cicloturistica.
Una volta lasciato il bagaglio al b&b quindi potrai cominciare il tuo tour in bici per le vie di Gibellina e scoprire i motivi per cui Gibellina è stata nominata Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026.
Ecco una selezione dei monumenti da non perdere, la loro raggiungibilità in bici e qualche chicca curiosa che solo quelli del posto sanno.
È il biglietto da visita della città, impossibile da ignorare. Tutti i ciclisti, sia qulli sulS Sicily Divide che i ciclisti stradisti in allenamento che passano da Gibellina, non possono non notarla: è imponente e bellissima. Questa monumentale scultura in acciaio inox, alta 24 metri, non è solo un arco di trionfo moderno, ma una dichiarazione d’intenti. Pietro Consagra volle creare un segnale visibile a chilometri di distanza che rompesse la monotonia del paesaggio agricolo, segnando il passaggio dal “vecchio mondo” rurale alla “nuova utopia” dell’arte. Le sue forme curve e bucate giocano con la luce del sole siciliano, cambiando aspetto a seconda dell’ora del giorno.
Curiosità: L’opera si chiama ufficialmente “Stella”, ma Consagra la progettò affinché non avesse una forma definita e chiusa. Se ci passi sotto in bici e guardi in alto, noterai che le lastre d’acciaio sembrano quasi fogli di carta piegati dal vento, una leggerezza visiva incredibile per tonnellate di metallo.
Perché non puoi perderti la Stella del Belice?

Progettata da Ludovico Quaroni e Luisa Anversa, questa è forse l’architettura più radicale di Gibellina. Dimentica le chiese barocche: qui il sacro è rappresentato da una perfetta sfera bianca di cemento armato che poggia su un basamento quadrato. La sfera simboleggia la perfezione divina e l’universo, mentre il quadrato rappresenta la terra e l’umanità. All’interno non ci sono affreschi, ma uno spazio vuoto, assoluto, illuminato solo da un oculo zenitale in cima alla sfera.
Curiosità: L’acustica all’interno della Sfera è talmente particolare (a causa della forma concava) che se bisbigli qualcosa stando esattamente al centro della sala, la tua voce viene amplificata in modo potente, quasi come se parlasse qualcun altro. Inoltre, la chiesa è rimasta incompiuta e chiusa per decenni a causa di un crollo strutturale durante i lavori, venendo aperta al culto solo in anni recenti.
Perché non puoi perderti la Chiesa Madre di Gibellina?

Questa immensa spianata progettata da Franco Purini e Laura Thermes è il tentativo di ricreare l’antica “agorà” greca in chiave moderna. Si tratta di un sistema di cinque piazze collegate (Piazza Rivolta del 26 Giugno, Piazza Fasci dei Lavoratori, ecc.) delimitate da un lunghissimo porticato-stoà laterale. È un’architettura “metafisica”: le geometrie sono pure, ripetitive e ipnotiche. Pedalare qui dentro dà la sensazione di essere in un quadro di De Chirico, è il posto perfetto per fare foto e video in bici. Pedalando qui senti solo il rumore delle tue ruote sul lastricato ruvido della pavimentazione.
Curiosità: Il progetto è stato spesso criticato per essere “fuori scala”. Le piazze sono enormi rispetto al numero di abitanti di Gibellina (circa 4.000). Gli architetti le progettarono immaginando una città che sarebbe cresciuta demograficamente, cosa mai avvenuta. Oggi questo vuoto immenso accentua il fascino surreale e silenzioso del luogo, perfetto per i ciclisti che cercano spazi liberi.
Perché non puoi perderti una passerella in bici dentro il Sistema delle Piazze?

Nonostante si tratti della vecchia location della città di Gibellina distrutta dal terremoto, bisogna considerare che il Cretto di Burri, si trova a circa 15 chilometri da Gibellina nuova, quindi non conviene pianificare di raggiungerlo a piedi ma di andarci in bici per una breve visita oppure attendere il giorno della ripartenza da Gibellina dato che il Cretto si trova proprio sulla traccia del Sicily Divide. Dopo avere scavalcato la salita sfiancante del Monte Finestrelle (pendenza anche oltre il 10%) e avere percorso alcuni altri chilomentri, infatti, ti troverai di fronte all’imponenza del Grande Cretto di Burri. Questa non è solo un’opera d’arte, è un luogo sacro costruito sulle rovine del vecchio paese distrutto, il Cretto è una delle opere di Land Art più grandi al mondo. Alberto Burri rifiutò di costruire nella nuova città, preferendo intervenire sul “luogo del delitto”. Compattò le macerie delle case crollate e le coprì con una colata di cemento bianco, trasformando la città morta in un immenso sudario accecante sotto il sole siciliano. I “tagli” (le fessure) del Cretto non sono casuali: sono larghi dai 2 ai 3 metri e ripercorrono fedelmente le vie e i vicoli del centro storico originale. Camminarci dentro (o pedalarci con estremo rispetto) è un’esperienza fisica di smarrimento e silenzio assoluto.
Curiosità: L’opera è rimasta incompiuta per trent’anni. Burri iniziò i lavori nel 1985, ma i fondi finirono nel 1989 lasciando il progetto a metà. L’artista morì nel 1995 senza vederla finita. Il Cretto è stato completato definitivamente solo nel 2015, in occasione del centenario della nascita di Burri. Oggi copre circa 80.000 metri quadrati ed è visibile persino dal satellite come una cicatrice bianca nel verde delle colline.
Perché il Cretto di Burri è il monumento più fotografato di tutto il Sicily Divide?

A Gibellina tutto è tutto e il contrario di tutto. Una città costruita con proporzioni immense come se dovessero abitarci migliaia di cittadini e strade larghe e sicure che oggi sono perfette per il cicloturismo. Uno dei monumenti che possiamo raggiungere in bici con grande facilità è il palazzo Meeting. Questo monumento nasce con una funzione specifica per la città e la sua popolazione. Pietro Consagra, infatti, pensò questo edificio frontale, caratterizzato da grandi vetrate e strutture metalliche bianche ondulate, come centro della vita civile, in contrapposizione alla Chiesa. Doveva accogliere musei, centri congressi e altre strutture utili alla popolazione. Forse non tutto il progetto è andato a buon fine ma rimane una struttura straordinaria, soprattutto se immaginata nel contesto storico in cui venne realizzata. È un edificio trasparente, nato per ospitare bar, sale riunioni e luoghi di aggregazione sociale, pensato per essere “attraversato” con lo sguardo.
Curiosità: Consagra era uno scultore, non un architetto. Progettò questo edificio trattandolo come una scultura abitabile. La sua idea era quella di una “Città Frontale”, dove gli edifici non dovevano avere angoli retti o prospettive rigide, ma presentarsi sempre “di fronte” allo spettatore per accoglierlo.
Perché non puoi perderti il palazzo Meeting nel tuo tour in bici di Gibellina?
Un capolavoro di Francesco Venezia che gioca con il tempo. L’architetto ha preso i resti della facciata dell’originale Palazzo di Lorenzo, crollato a Gibellina Vecchia durante il terremoto, e li ha trasportati qui. Ma invece di ricostruire il palazzo com’era, ha “incastonato” la vecchia facciata all’interno di un cortile moderno, come se fosse un reperto archeologico prezioso in una teca. Facilmente raggiungibile in bici (come tutti gli altri edifici di Gibellina), puoi lasciare la bici fuori mentre lo visiti. Non ci sono rastrelliere dedicate ma come già abbiamo sottolineato, Gibellina è un luogo sicuro dove nessuno tocca niente.
Curiosità: Se osservi bene la vecchia facciata in pietra arenaria, noterai che è l’unica cosa “vera” e antica in tutta Gibellina Nuova. Venezia ha voluto creare un “cortile segreto”: dall’esterno l’edificio sembra un muro liscio e anonimo, la bellezza è nascosta tutta dentro, visibile solo a chi ha la curiosità di entrare (o sbirciare).
Perché Palazzo di Lorenzo è uno dei monumenti imperdibili di Gibellina?
Proprio all’uscita della via dove si trova il b&b Mille e Una notte, bike hotel ufficiale di Sicily Divide, ti trovi di fronte la bizzarra sagoma della Torre Civica di Gibellina. Progettata da Giuseppe e Alberto Samonà, la Torre Civica non è il classico campanile di paese. È un vero e proprio totem brutalista in cemento armato che svetta sulla piazza principale, dialogando con l’edificio basso e lungo del Municipio. Le sue forme spigolose e le grandi “branchie” laterali servono a diffondere il suono nella vasta piazza sottostante. È un punto di riferimento visivo fondamentale per orientarsi nella città diffusa.
Curiosità: Questa torre è stata pensata come uno “strumento musicale urbano”. Al suo interno non ospita le classiche campane di bronzo, ma un sistema di diffusione sonora progettato per emettere suoni e musiche contemporanee che, in determinate occasioni, rompono il silenzio metafisico di Gibellina, trasformando la piazza in una cassa di risonanza a cielo aperto.
Perché non puoi perderti la Torre Civica e il Municipio nel tuo tour cicloturistico di Gibellina?

Appena usciti da Gibellina, dopo avere ammirato la Stella del Belice, la traccia di porta su una piccola stradina lastricata di bianco e poi verso una struttura immersa nella natura. Questo è il Bagli Di Stefano che ospita la Fondazione Orestiadi con il Museo delle Trame Mediterranee. Situato sulla collina che sovrasta la città nuova, il Baglio Di Stefano è l’unica struttura che mantiene un legame visivo con la tradizione rurale siciliana, essendo un antico podere ristrutturato. Qui l’arte contemporanea (come la Montagna di Sale che si trova nel cortile) dialoga con tappeti, ceramiche, costumi e gioielli provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo, dal Nord Africa al Medio Oriente.
Curiosità: Il Baglio è stato il “quartier generale” della rinascita culturale di Gibellina. Ludovico Corrao, il sindaco visionario che immaginò la città d’arte, usava questo luogo per ospitare gli artisti internazionali che venivano a lavorare gratuitamente per la città. Nelle stalle del baglio, dove un tempo dormivano gli animali, negli anni ’80 dormivano e mangiavano artisti del calibro di Beuys, Schifano e Paladino.
Perché non puoi perderti una visita al Baglio Di Stefano se sei in bici a Gibellina?
Un po’ defilata, al centro di un enorme prato sempre secco e marroncino ma comunque sempre facilmente raggiungibile in bicicletta, si trova la poco famosa (sicuramente non famosa come la Chiesa Madre) ma architettonicamente eccezionale, Chiesa di San Giuseppe. Questa chiesa progettata da Pino Pizzigoni è un capolavoro di incastri. La struttura non ha una navata classica, ma è formata da due grandi moduli quadrati ruotati e sovrapposti che creano uno spazio interno unico. Le pareti in cemento a vista e le aperture studiate matematicamente creano lame di luce che cambiano durante la giornata, rendendo l’atmosfera interna molto mistica.
Curiosità: La chiesa è stata costruita con una tecnica molto complessa per l’epoca, utilizzando pannelli prefabbricati di grandi dimensioni. Se la guardi dall’alto (o su Google Maps satellite), noterai che la pianta forma una stella a otto punte irregolare, un richiamo simbolico alla risurrezione, ma invisibile da terra. È un gioiello nascosto che spesso i turisti frettolosi saltano, ma che merita assolutamente una sosta.
Perché non puoi perderti una visita in bici a questa chiesa?
Nel Sicily Divide, conoscere i vitigni e le cantine di Gibellina non è un esercizio teorico, ma il risultato degli anni che abbiamo passato a pedalare queste strade, a tracciare l’itinerario e ad accompagnare ciclisti attraverso l’entroterra siciliano. Un tour in bici qui non significa semplicemente fermarsi a bere un buon vino, ma leggere il paesaggio e la sua storia pedalata dopo pedalata, osservando come le campagne, i vigneti e i borghi raccontino un percorso di resistenza e rinascita. È pedalando in questo territorio che si comprende come, dopo il terremoto del 1968, mentre Gibellina veniva ricostruita in cemento, le campagne del Belìce siano state ripensate con una visione agricola moderna: la viticoltura è diventata l’ancora di salvezza delle comunità locali e uno degli esempi più concreti di rigenerazione territoriale in Sicilia. I suoli argillosi e calcarei danno origine a vini che raccontano questo paesaggio con chiarezza: il Catarratto, con profumi di fiori bianchi e agrumi e una freschezza che riflette il carattere del Belìce; il Grillo, più strutturato e versatile; e nei rossi il Nero d’Avola e il Syrah, capaci di esprimere intensità e profondità grazie ai terreni della valle. Ogni volta rimaniamo colpiti dalla cura quasi maniacale dei vigneti, con filari perfetti inseriti in scenari di grande impatto. Pedalare sul Monte Finestrelle, poco fuori Gibellina, tra vigneti d’alta quota e il mare sullo sfondo, è uno di quei passaggi che raccontano meglio di qualsiasi degustazione perché questo territorio merita di essere vissuto lentamente, in bici.
Proprio per questo abbiamo scelto di creare un breve tour delle cantine intorno a Gibellina, selezionando:
Non abbiamo voluto costruire l’ennesimo catalogo asettico: poche cantine, scelte con cura, perché ci hanno colpito non solo per la qualità dei vini, ma per le storie che raccontano e i valori che portano avanti, in sintonia con lo spirito del Sicily Divide. Vini e persone che non incontriamo per caso, ma che fanno parte del paesaggio umano e agricolo che attraversiamo e sosteniamo, perché tutto il nostro lavoro nasce da un amore profondo, concreto e responsabile per la Sicilia. Ci teniamo a specificare che nel sito Sicily Divide promuoviamo il territorio, la cultura e le produzioni locali di vino ma lo consideraimo come fattore culturale e turistico per cui ne il suo consumo è consigliato in modo responsabile e consapevole.
Ecco le cantine che abbiamo selezionato e il perché ci hanno colpito.
Quella delle Tenute Orestiadi è sicuramente una delle cantine più significative di Gibellina anche perché ha due sedi: un vicina alla stazione ferroviaria che troviamo subito appena usciti dall’edificio della Stazione Salemi-Gibellina; l’altra appena fuori città. Le due location sono molto ben curate e hanno un’importante selezione di vini. Periodicamente ci sono degli eventi, soprattutto nella sede appena fuori città, dove si trova anche il Museo delle Trame Mediterranee anche perché gli spazi sono più ampi e quindi consentono di aggregare più persone.
Perché non puoi perderti le Tenute Orestiadi se vuoi conoscere i vini di Gibellina?
Nel Sicily Divide, incontrare Cantine Ermes significa capire cosa vuol dire rigenerazione territoriale nelle aree interne della Sicilia. È una cooperativa nata nella Valle del Belìce, dove dopo il terremoto del 1968 molti hanno scelto di restare e di unire le forze invece di abbandonare la propria terra. Pedalando tra Gibellina e le campagne circostanti si attraversano vigneti che raccontano un modello agricolo collettivo, fatto di piccoli viticoltori che curano il paesaggio e ne garantiscono la continuità. Vitigni come Catarratto, Grillo e Nero d’Avola non sono qui un esercizio di stile, ma l’espressione concreta di una Sicilia che lavora, resiste e si rinnova. Cantine Ermes rappresenta uno dei valori in cui crediamo come Sicily Divide: il territorio si valorizza restando, cooperando e dando futuro a chi lo vive ogni giorno, pedalata dopo pedalata.
Perché dovresti visitare Cantine Ermes se ti trovi a Gibellina?
Nel Sicily Divide, la Cantina Donnadicoppe racconta il lato più essenziale e autentico del Belìce. È una piccola realtà artigianale che si incontra svoltando a destra sulla SP37, una piccola strada provinciale che si percorre con il nostro tour in bici Wine & Taste. In questa cantina il vino nasce da un rapporto diretto e quotidiano con la terra. Qui vitigni come Catarratto e Nero d’Avola vengono interpretati senza forzature, lasciando che sia il paesaggio attraversato in bici a ritrovarsi nel bicchiere. Donnadicoppe incarna uno dei valori chiave del Sicily Divide: viaggiare lentamente, restare su scala umana e dare valore ai territori interni, scoprendoli pedalata dopo pedalata.
Perché dovresti visitare Cantine Donnadicoppe con il nostro tour Gibellina Wine & Taste?
Il Belice non è una zona particolarmente montagnosa, come è invece la vicina zona dei Sicani. Tuttavia, Gibellina si trova vicino ad alcune alture che possono essere molto interessanti per chi pratica il mountain bike:
Il Monte Finestrelle è il più vicino alla città ed è quello che si incontra appena partiti da Gibellina. Dopo avere percorso una bella strada secondaria, si svolta su una strada forestale in salita con il fondo sterrato ma molto curato che può essere percorso ovviamente in mountain bike ma anche in gravel, anche se nella sezione finale può esserci fango nei giorni più piovosi. Quello che può un po’ creare dei problemi è la pendenza molto forte in alcuni tratti ma ovviamente questo si annulla nel momento in cui si usa una bicicletta a pedalata assistita. Giunti in cima (circa 600 metri s.l.m.), c’è una bella radura con dei filari di vitigni che si affacciano sulla piana di Gibellina e sul mare. Infine, una divertentissima discesa fra le pale eoliche che conduce ai ruderi di Salaparuta e poi di Poggioreale. Insomma, un’esperienza da non perdere se ci si trova nella zona di Gibellina con la bicicletta.
Il Monte Genuardo è un po’ più distante da Gibellina e si trova nei pressi di Santa Margherita di Belice ma sempre a pochi chilometri da Gibellina stessa. Ospita una bella Riserva Orientata ed è attraversato da una fitta rete di sentieri e strade forestali dal fondo misto da terriccio compatto, quindi facilmente percorribile in gravel, sia terra e pietrame più adatta per la mountain bike. Rimane il fatto che dalla sua cima si può godere di una vista davvero interessante tanto che nei giorni di massima visibilità può arrivare addirittura fino all’Etna, meta del Sicily Divide.
Esiste una Gibellina “prima” e una “dopo” il terremoto del 1968 che ne cambiò non solo il futuro ma anche il passato.
Pedalare fino a Gibellina, lungo le strade del Sicily Divide, significa arrivare in un luogo che parla di rinascita e di visione.
Per capire davvero questa città bisogna tornare molto indietro. Il nome stesso racconta le sue radici: viene dall’arabo Gebel (o *jabal*), “monte, altura”, probabilmente unito a zghir, “piccola”. In pratica: “piccola altura”, un riferimento alle colline del Belìce su cui sorgeva il paese originario.
Secondo diversi storici, in epoca araba esisteva già un insediamento in questa zona; poi, tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, il borgo medievale di Gibellina prese forma attorno al castello di Manfredi Chiaramonte, in piena fase di rifeudalizzazione della Sicilia. Per secoli il paese rimase legato ai feudi della zona (in particolare quello di Alcamo), fino a quando, nel 1619, il territorio fu elevato a marchesato. Era un centro agricolo tipico dell’interno siciliano, con case addossate, viuzze strette e una comunità abituata a vivere del lavoro nei campi.
La vita scorreva con il ritmo lento delle stagioni: grano, viti, ulivi, allevamento, piccoli artigiani. Nel Novecento il paese resta un punto di riferimento per la valle: niente di spettacolare agli occhi delle cronache nazionali, ma una normalità piena, fatta di feste di paese, mercato, emigrazione a ondate, come in tanti altri borghi siciliani. Era una di quelle comunità che non finiscono sui libri di storia, finché un evento le strappa dalla loro routine.
Quell’evento arrivò nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968: il terremoto del Belìce. Gibellina era praticamente all’epicentro: il centro storico fu devastato, centinaia di vittime nell’area e migliaia di persone senza casa. Molti abitanti emigrarono all’estero – Canada, Stati Uniti, America Latina, Australia – altri rimasero tra baracche e alloggi provvisori, aspettando decisioni che tardavano ad arrivare.
La scelta finale fu quella di non ricostruire il paese dov’era, ma di fondare una nuova Gibellina circa 11 km più a valle, in pianura, nel territorio di Salemi. Il vecchio paese, oggi noto come Gibellina Vecchia, venne abbandonato; più tardi le sue rovine verranno inglobate in una grande opera di land art, ma questa è un’altra storia, che incontrerai più avanti nel tuo viaggio.
Nella nuova sede, dagli anni Settanta in poi, sotto la guida del sindaco Ludovico Corrao, Gibellina sceglie una strada imprevista: ripartire dalla cultura. Vengono chiamati artisti, architetti, teatranti, nasce il festival delle Orestiadi e la città si reinventa come laboratorio di arte contemporanea e dialogo mediterraneo.
Oggi, quando arrivi qui in bici lungo il Sicily Divide, non stai solo raggiungendo una “città nuova”: stai entrando in un luogo che porta addosso secoli di storia – dalle colline arabe e feudali del Belìce alla scelta coraggiosa di rinascere in modo diverso dopo il terremoto. E ogni pedalata in più dentro Gibellina è un pezzo di questo racconto che ti viene incontro.
Gibellina si trova nella Valle del Belice, famosa per la sua enogastronomia ricca di tradizioni sia marinare che rurali
Arrivare a Gibellina dopo la salita è un piccolo traguardo: le gambe bruciano, ma basta sedersi a tavola perché tutto svanisca. Qui il paesaggio cambia sapore dentro un bicchiere di Grillo o Catarratto, vini freschi e profumati che parlano di colline ventilate. Nei rossi, il carattere del Nero d’Avola e del Perricone racconta una Sicilia più intensa, mentre l’olio di Nocellara del Belìce aggiunge il suo profumo verde e deciso a ogni piatto.
La cucina è semplice e generosa: bucatini coi broccoli (che sono cavolfiori), caponata in agrodolce, zucca marinata e quei sapori di famiglia che rimettono in sesto più di qualsiasi barretta energetica. E quando arriva il dolce – una cassatella di ricotta o un cannolo croccante – la salita diventa un ricordo lontano.
A Gibellina ogni fatica trova la sua ricompensa: un morso, un sorso, e la voglia di rimettersi in sella torna più forte di prima.
Giovanni Guarneri è il creatore di Sicily Divide e del Periplo della Sicilia in bicicletta, i due network cicloturistici che messi insieme coprono oltre 4000 chilometri di percorsi tracciati, mappati e strutturati per il cicloturismo con informazioni e servizi. I due network insieme, costituiscono il più grande sistema integrato di cicloturismo nel Mediterraneo. Se vuoi scoprire altre destinazioni cicloturistiche lungo gli itinerari del Sicily Divide Network puoi farlo cliccando il bottone qui sotto.
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